L’export di armi italiane

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L'export di armi italiane

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In Italia nel 1990 è stata approvata la legge n.185 del 9 luglio sull'importazione, esportazione e transito di armi, una tra le leggi più restrittive al mondo ma spesso aggirata e svuotata. Cosa è cambiato a distanza di 31 anni? L'Europa, da un punto di vista normativo, come si è mossa? Nelle scorse settimane ci sono stati importanti novità. Il Governo italiano ha revocato le licenze sull'esportazione di armamenti destinati a paesi coinvolti nel conflitto in Yemen.

In Italia nel 1990 è stata approvata la legge n.185 del 9 luglio sull’importazione, esportazione e transito di armi, una tra le leggi più restrittive al mondo ma spesso aggirata e svuotata. Tra i punti principali della normativa, il divieto di esportazione e transito di materiali di armamento verso i paesi in stato di conflitto armato in contrasto con la Carta delle Nazioni Unite e verso i paesi i cui governi sono responsabili di accertare violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo. Cosa è cambiato a distanza di 31 anni? L’Europa, da un punto di vista normativo, come si è mossa? In Yemen, nel 2015, ha avuto inizio un conflitto. Come sta agendo la Comunità europea? Nelle scorse settimane ci sono stati importanti novità. Il Governo italiano ha revocato le licenze sull’esportazione di armamenti destinati a paesi coinvolti nel conflitto in Yemen. La RWM Italia, nei giorni in cui è uscita la notizia della revoca delle licenze, ha annunciato di presentare ricorso. L’azienda, che ha sede a Ghedi nel nord Italia e possiede uno stabilimento produttivo in Sardegna a Domusnovas, sviluppa e produce sistemi di countermining, munizioni di medio-grande calibro e testate.


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